Infrastrutture culturali

Infrastrutture culturali

Il Dipartimento di Cultura e delle Arti del Governo dell’Australia Occidentale ha emanato le direttive per la pianificazione delle infrastrutture culturali 2012-2014 offrendoci spunti di riflessione e chiarimenti. Condividiamo appieno l’impostazione generale nella quale abbiamo ritrovato sistematizzati quei temi che da anni guidano i nostri progetti e  che meriterebbero grande attenzione da parte della pubblica amministrazione responsabile dello sviluppo del turismo e della valorizzazione dei  beni culturali. L’obiettivo delle direttive australiane è quello di allineare la pianificazione di infrastrutture culturali sostenibili con i valori pubblici della creatività e del coinvolgimento al fine di potenziare i risultati e assicurare il migliore utilizzo delle risorse. Alcuni  concetti chiave su cui riflettere:
  • una comunità ha bisogno di pianificare coerentemente con le proprie competenze e capacità e esperienze;
  • la gente, le organizzazioni, le collezioni di pregio storico-artistico, le tecnologie, il costruito rappresentano l’insieme delle infrastrutture culturali;
  • le partnership sono componenti fondamentali delle infrastrutture culturali così come gli investimenti, la condivisione delle competenze, delle capacità, delle idee e delle  risorse.
  • la longevità di un investimento va valutato, rispetto ai costi associati all’offerta di servizi e alla manutenzione delle infrastrutture culturali.
  • le componenti delle infrastrutture culturali sono materiali e immateriali (hard and soft infrastructures)
Le infrastrutture materiali  sono riferite alle strutture antiche e moderne e agli spazi destinati ad attività artistiche e culturali Le infrastrutture immateriali sono riferite alla tecnologia (educativa, musicale, illuminotecnica, filmica,manifatturiera, ingegneristica ecc), alla comunità e alle organizzazioni il cui patrimonio va inquadrato nelle competenze e esperienze, alle collezioni, alle arti e mestieri, alle tradizione popolare, alle opere d’arte moderne e antiche, alla memoria. Un forte accento viene posto alla tecnologia intesa come
  • strumento per rafforzare l’accesso e il legame con arte e cultura;
  • mezzo creativo;
  • strumento per  preservare, conservare, interpretare e condividere collezioni e materiale culturale.
Da queste premesse  deriva un modus operandi basato su:
  • un approccio coordinato con il sistema culturale territoriali per rispondere in modo appropriato agli standard nei settori culturali e per ottenere il coinvolgimento della comunità
  • la promozione di collegamenti con altri settori al fine di guadagnare una maggiore comprensione sulle modalità di cooperazione con le comunità (settori produttivi, operatori turistici ad esempio);
  • la promozione della ricerca e del confronto per enfatizzare la comprensione collettiva delle diverse culture e dei contesti artistici della comunità stessa,
  • la creazione di opportunità per lo sviluppo di competenze e professionalità che contribuiscono alla formazione di persone creative e di nuovi settori dell’economia;
Condividiamo appieno l’impostazione delle direttive australiane e sopratutto l’aver attribuito un ruolo determinante all’uomo, alla cultura locale, al rapporto tra prodotti artistici e cultura, alla creazione di nuovi mercati, al capitale intellettuale. E’ su quest’ultimo tema che cerchiamo di sensibilizzare i nostri interlocutori soprattutto le pubbliche amministrazioni che hanno la responsabilità di creare opportunità di lavoro, di formare e di conservare il patrimonio. Tali compiti devono necessariamente essere svolti all’interno di una pianificazione complessiva sapendo che una scarsa analisi e soprattutto la non-consapevolezza dei meccanismi di causa-effetto di ogni azione, determineranno con assoluta certezza elevati costi a lungo termine. Di qui il nostro impegno nella direzione dei progetti di valorizzazione che coinvolgano il territorio e le comunità attraverso processi di sensibilizzazione, formazione e confronto che sono propedeutici al rifiorire di maestranze, arti e mestieri, usi e costumi della tradizione sui quali costruire nuove imprese al servizio del territorio stesso. Nell’ambito dei programmi di conservazione programmata di cui abbiamo parlato nella sezione “Visione e Valori”  questo approccio è vitale. Il nostro patrimonio culturale necessita di ingenti investimenti per la manutenzione e la  conservazione e queste risorse devono essere ricondotte all’interno di una programmazione articolata che coinvolge il territorio, le comunità la gente le organizzazioni, il capitale intellettuale.  E’ necessario coinvolgere il settori produttivo, creare sinergie, stimolare il confronto e  la comunicazione, sensibilizzare e formare. Il nostro progetto di valorizzazione della città di Burgio (Agrigento) è in questo senso un progetto pilota condotto per la città e con la città coinvolgendo le maestranze locali, i giovani, le amministrazioni pubbliche, gli operatori turistici tutti desiderosi di mettersi all’opera e contribuire alla diffusione di una sempre maggiore consapevolezza delle proprie radici,  della propria storia che ora riconoscono  in ogni mattone, nei cibo, nei prodotti della loro terra, nelle usanze, imparando così a rispettare l’ambiente, gli artigiani,  i loro mestieri. I giovani che abbiamo formato sono consapevoli del valore di quella micro economia fatta di botteghe, negozi, produzioni artigianali e impareranno anche che con impegno e dedizione è possibile rilanciare settori della piccola economia locale. Impareranno anche che quella micro economia darà le risorse per conservare e manutenere il loro patrimonio. Se applichiamo questo approccio a contesti più complessi il risultato non cambierà. Valorizzare un patrimonio significa creare le condizioni perché si auto sostenga. Investire quindi in infrastrutture culturali significa  lavorare su progetti a lungo termine ponendosi obiettivi ravvicinati ma che rispondono ad una programmazione complessiva che pone l’accento  sui meccanismi galvanizzanti delle dinamiche produttive. In questa programmazione la  conservazione del patrimonio si inserirebbe come parte del processo produttivo  e ne beneficierebbe senza alcun dubbio.